Maggior rispetto per i Comuni

I Comuni chiedono maggior rispetto

Bixio Caprara, presidente PLRT

In questi giorni scade il termine per due procedure di consultazione che avranno un ruolo determinante per il nostro Cantone; il “Piano cantonale delle aggregazioni” e le “Proposte di modifiche del Piano direttore cantonale in applicazione ai disposti della Legge federale sulla pianificazione del territorio”.

Mi preme sottolineare un aspetto centrale particolarmente problematico della due proposte ossia l’impostazione dirigistica. Impossibile in queste poche righe sviluppare i singoli aspetti, molti anche piuttosto tecnici, dei due disegni di legge sottoposti a consultazione.

Le modifiche al Piano direttore cantonale, ad esempio, fossero adottate così come proposto, propongono un’interpretazione che praticamente precluderebbe ai Comuni qualsiasi margine di manovra. Sia ben chiaro che la Legge federale deve essere rispettata e che esprimo una personale sensibilità alla cura della qualità del nostro territorio tuttavia mi sembra altrettanto importante garantire il rispetto della proprietà privata e dare un senso alle competenze comunali. Da anni si fa un gran discutere sulla necessità di rivedere la ripartizione di compiti e competenze tra Cantone e Comuni salvo poi in ogni occasione fare esattamente il contrario ossia il Cantone decide a i Comuni sono chiamati ad eseguire e ad assumersi i rispettivi oneri.

Per il piano cantonale delle aggregazioni il discorso non è in fondo molto diverso. Se è corretto il principio che il Cantone debba presentare una sua visione strategica, è altrettanto indispensabile prendere atto che i progetti di aggregazione devono partire dal basso senza un atteggiamento vessatorio da parte cantonale. I vari interessi in gioco vanno meglio ponderati e il progetto Ticino 2020 deve finalmente dare una risposta alla visione del Comune ticinese del futuro. Non possiamo solo discutere di sovvenzioni e di contributi di risanamento senza riflettere su cosa saranno compiti e competenza della realtà comunale magari differenziando il grande agglomerato dal comune di valle.

L’organizzazione delle nostre istituzioni dovrebbe riscoprire il principio di sussidiarietà che significa lasciare che i compiti pubblici siano di principio svolti al primo livello ossia sul piano comunale. Il cantone dovrebbe intervenire laddove ritenuto necessario e indispensabile tenuto conto delle disparità esistenti e constatate. In Ticino ho spesso l’impressione che il Cantone tratti i Comuni con un atteggiamento paternalistico per non dire tutorio quasi che gli amministratori comunali siano incapaci di assumersi responsabilmente i ruoli loro assegnati.

Quando parliamo dei problemi strutturali della spesa cantonale che risultano essere estremamente difficile da correggere, gran parte della causa la possiamo ritrovare nel diniego di questo principio basilare. L’amministrazione cantonale assume oneri e compiti in misura eccessiva ed è tempo e ora che si percorra una strada inversa.

Ho purtroppo la netta impressione che le due proposte di legge, oggetto delle consultazioni citate, vadano invece sempre a rafforzare il livello cantonale senza gran rispetto del ruolo dei Comuni quale primo e fondamentale livello istituzionale al servizio del cittadino.

I liberaliradicali per amore della Svizzera hanno un approccio diverso.